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La prima serata della Rassegna Internazionale di Canto Corale di Mel avvenuta domenica 10 luglio 2016, non ha di certo deluso le aspettative: direttori, compositori e coristi da varie parti del Veneto sono accorsi con entusiasmo alla conferenza tenutasi al Municipio di Mel dal Maestro Z.Randall Stroope, uno dei più celebri direttori e compositori di coro a livello internazionale. Questo importante evento, nato dall’incontro tra il direttore della Corale Zumellese Manolo da Rold e Randall Stroope in America un anno fa, “rientra -secondo Da Rold -all’interno del progetto globale della Corale Zumellese, che è quello di portare la coralità nella zona di Mel, condividerla con chi vuole bene al coro e lo segue con affetto, quindi diffondere la musica corale e farla apprezzare sempre più dal pubblico rendendolo partecipe del graduale cammino di evoluzione e perferzionamento del coro, così che gli altri possano crescere insieme a noi”. La presentazione è stata tradotta dal tenore e vocalista Philip Peterson, che ha reso possibile una migliore comprensione, ed ha riguardato l’ascolto e l’analisi di alcuni dei brani più famosi dell’autore: il primo oggetto d’attenzione è stato “Amor de mi Alma”, brano molto intenso, passionale e commovente, che pone al centro la voce dei contralti e secondi soprani. Fin dall’inizio della conferenza il pubblico è stato coinvolto nel canto, entrando nel cuore della musica del professor Stroope. Si è passati poi all’ascolto del brano “The Conversion of Saul”, un brano anch’esso intriso di forti emozioni, agitazione, serenità che deriva dalla luce divina, momenti d’esplosione e d’intimismo. Un altro pezzo, questa volta cantato dal pubblico presente, “Lamentations of Jeremiah” vede al centro diverse emozioni che si susseguono chiaramente una dopo l’altra: il forte dolore per la distruzione della città di Gerusalemme e l’uccisione del popolo, provato dal profeta Geremia, e poi la rabbia, la tristezza, il senso di abbandono da parte di Dio e infine tutte queste emozioni si amalgamano ed esplodono insieme. Infine R. Stroope si è soffermato su una composizione non ancora pubblicata, “Odysseus and the Sirens” un brano dalle sonorità acutissime generate dalla voce dei soprani, dalle crotales o “piatti antichi” particolari strumenti a percussione, e gli oboe, i quali imitano il suono emesso dalle sirene e che i marinai cercano di ignorare durante la navigazione. Il direttore ha parlato della propria piacevole esperienza in Italia, che ogni anno si ripete a Roma durante un festival internazionale di canto corale, e della sua vita da direttore e compositore negli States, durante la quale dirige 6 cori presso la Oklahoma State University per un totale di 48 concerti l’anno, e al di fuori dell’università dirige in genere 32 weekend su 56, mentre ama comporre soprattutto brani per voci femminili e voci bianche, apprezzando infatti i suoni particolarmente acuti. Una vita particolarmente intensa dunque, interamente dedicata alla musica, dove dirigere e comporre sono visti dall’autore come “l’uovo e la gallina”: un’attività prende e dà all’altra. Nella composizione Stroope evidenzia l’importanza di trarre spunto dalla musica rinascimentale e di prestare molta cura nella ricerca del testo adatto, con cui egli possa sentirsi in sintonia, a cui si senta legato, che possa commuoverlo ed emozionarlo. Il maestro ritiene che “l’80% del lavoro sta nella ricerca del testo e solo il 20 % nella scrittura della musica” e inoltre afferma di rifiutarsi di comporre su richiesta, volendo essere lui stesso a scegliere il testo perfetto. La musica di Z. Randall Stroope, come egli stesso sostiene, è caratterizzata da passione, drammi, amori e sofferenze, insomma non sono semplici note in successione ma emozioni che prendono forma attraverso la voce. Tutto questo è stato perfettamente dimostrato durante il concerto della Corale Zumellese tenutosi alle 20,45 presso la chiesa arcipretale di Mel, dove dopo una prima parte di brani diretti dal Maestro Manolo Da Rold, la corale ha avuto l’onore e il piacere di essere diretta da Randall Stroope. Un concerto indimenticabile, in cui il Maestro ha dimostrato non solo la propria eccezionale bravura della direzione, ma anche la propria profonda passione per la musica corale, offrendo ai coristi non solo una guida perfetta ma anche un pezzetto del proprio cuore attraverso il movimento delle mani, l’espressione del volto, lo sguardo vivo, il dondolio del corpo. Un concerto questo che sicuramente rimarrà nella mente e nel cuore non solo del coro ma anche del pubblico presente, che ha vissuto la serata con grande coinvolgimento ed entusiasmo. Una serata che ancora una volta dimostra come la musica unisca, e faccia vibrare le corde del cuore di chi canta e di chi ascolta all’unisono, quasi a volte dando la sensazione che possa scoppiare di gioia da un momento all’altro. Questa è la musica, questo è un coro.

Irene Stella Comiotto

 

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